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C.da Materano in Siculiana / Sciacca (AG) - 2001
PROGETTO DI ADEGUAMENTO DELL'IMPIANTO COMUNALE R.S.U.
Committente: Catanzaro Costruzioni s.r.l.
Progettista: Ing. Accursio Pippo Oliveri
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Il progetto originario della discarica, oggetto del presente intervento, è stato redatto dall'Ing. Luigi Bonuso. La discarica si trova in c.da Materano a Siculiana e dista circa 4,5 Km dal centro abitato. Il sistema di smaltimento utilizzato è quello della discarica di rifiuti compattati.

L'impianto di discarica di cui trattasi, classificato di 1a categoria, può smaltire le seguenti tipologie di rifiuti:
A) Rifiuti solidi urbani, così come definiti dall'art.2 del D.P.R. 915/82:
1) rifiuti non ingombranti provenienti da fabbricati o da altri insediamenti civili in genere;
2) rifiuti ingombranti, quali beni di consumo durevoli, di arredamento, di impiego domestico, di uso comune, provenienti da fabbricati o da altri insediamenti civili in genere;
3) rifiuti di qualunque natura o provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private, comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime, lacuali e sulle rive dei fiumi.

B) Rifiuti speciali assimilabili agli urbani, conformi ai criteri dell' art. 1.1 della Deliberazione del Comitato Interministeriale Smaltimento Rifiuti del 27 luglio 1984.

C) Fanghi non tossici e nocivi stabilizzati e palabili, derivanti dagli impianti di depurazione delle acque di scarico provenienti esclusivamente da insediamenti civili, nonché fanghi con caratteristiche analoghe ai precedenti.

Il nuovo progetto di adeguamento redatto nel 2001 prevede:
A) Risagomatura del profilo topografico della discarica per limitare la pendenza al 30% ed in ogni caso con banche con pendenze non inferiori al 4%.
B) La realizzazione della cappa di copertura dove non è stato posto in opera lo strato di copertura di natura argillosa, prevede tre operazioni fondamentali:
1) la formazione di uno strato di regolarizzazione degli ultimi rifiuti abbancati e compattati realizzato con tout-venant, steso e compattato al fine di formare un idoneo supporto allo strato impermeabile artificiale, conferendo la sagomatura finale prevista dal progetto;
2) un geocomposito per la captazione del biogas; 3) la formazione di uno strato impermeabile che completi l'involucro dei rifiuti, realizzato mediante la posa di una membrana in HDPE di almeno 2mm;
4) la formazione di uno strato composito (con funzioni drenanti per le acque superficiali)
C) una geostuoia (antierosiva e vegetale) con funzioni paesistiche per la realizzazione del quale e' prevista la posa di tout-venant da scavo dello spessore minimo di 20 cm sottoposto ad uno strato di terra vegetale o equivalente addittivata di prodotti fertilizzanti e inseminata per favorire, da subito, almeno l'inerbimento.
D) Le funzioni della vegetazione sono quelle di proteggere il terreno dai fenomeni erosivi indotti dagli agenti atmosferici, di minimizzare le infiltrazioni esaltando l'evapotraspirazione, di accrescere la bellezza dei siti realizzando ecosistemi autosufficienti e di limitata manutenzione.
E) La cotica erbosa assolve anche a breve termine l'importante funzione protettiva contro l'erosione. Le specie piu' usate sono le graminacee e le leguminose: le prime, avendo un apparato radicale fascicolato, favoriscono la formazione della struttura glomerulare del suolo, mentre le seconde sono in genere utilizzate per la loro capacita' di fissare l'azoto atmosferico.
F) Il progetto prevede il rinverdimento dell'area, la mitigazione dell'impatto sul paesaggio mediante una fascia di verde perimetrale e la realizzazione di un tessuto verde di collegamento con i paesaggi circostanti.
G) Non si ritiene necessario uno specifico monitoraggio
H) Realizzazione di gabbionate a protezione dell'argine di valle e del fronte di scavo di monte;
I) realizzazione di un sistema di captazione del biogas prodotto, intercettato e raccolto in 12 pozzi, aventi un raggio di influenza di circa 30 m. I pozzi vengono realizzati successivamente ai lavori di abbancamento dei rifiuti mediante trivellazioni a partire dalle superfici definitive, quindi si provvede alla posa in opera delle sonde di estrazione e del loro collegamento alla stazione di misura e regolazione I pozzi sono eseguiti mediante trivellazioni a rotazione del diametro di 600 mm, con profondita' variabile ma tale da attraversare almeno i tre quarti dello spessore del rifiuto abbancato.
L) la bruciatura del biogas consente di abbattere quasi completamente la dispersione di gas nell'atmosfera.

C.da Materano in Siculiana / Sciacca (AG) - 2001
PROGETTO DI ADEGUAMENTO DELL'IMPIANTO COMUNALE R.S.U.
Committente: Catanzaro Costruzioni s.r.l.
Consulente strutturale: Ing. Accursio Pippo Oliveri
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Il progetto originario della discarica, oggetto del presente intervento, è stato redatto dall'Ing. Luigi Bonuso. La discarica si trova in c.da Materano a Siculiana e dista circa 4,5 Km dal centro abitato. Il sistema di smaltimento utilizzato è quello della discarica di rifiuti compattati.

L'impianto di discarica di cui trattasi, classificato di 1a categoria, può smaltire le seguenti tipologie di rifiuti:
A) Rifiuti solidi urbani, così come definiti dall'art.2 del D.P.R. 915/82:
1) rifiuti non ingombranti provenienti da fabbricati o da altri insediamenti civili in genere;
2) rifiuti ingombranti, quali beni di consumo durevoli, di arredamento, di impiego domestico, di uso comune, provenienti da fabbricati o da altri insediamenti civili in genere;
3) rifiuti di qualunque natura o provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private, comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime, lacuali e sulle rive dei fiumi.

B) Rifiuti speciali assimilabili agli urbani, conformi ai criteri dell' art. 1.1 della Deliberazione del Comitato Interministeriale Smaltimento Rifiuti del 27 luglio 1984.

C) Fanghi non tossici e nocivi stabilizzati e palabili, derivanti dagli impianti di depurazione delle acque di scarico provenienti esclusivamente da insediamenti civili, nonché fanghi con caratteristiche analoghe ai precedenti.

Il nuovo progetto di adeguamento redatto nel 2001 prevede:
A) Risagomatura del profilo topografico della discarica per limitare la pendenza al 30% ed in ogni caso con banche con pendenze non inferiori al 4%.
B) La realizzazione della cappa di copertura dove non è stato posto in opera lo strato di copertura di natura argillosa, prevede tre operazioni fondamentali:
1) la formazione di uno strato di regolarizzazione degli ultimi rifiuti abbancati e compattati realizzato con tout-venant, steso e compattato al fine di formare un idoneo supporto allo strato impermeabile artificiale, conferendo la sagomatura finale prevista dal progetto;
2) un geocomposito per la captazione del biogas; 3) la formazione di uno strato impermeabile che completi l'involucro dei rifiuti, realizzato mediante la posa di una membrana in HDPE di almeno 2mm;
4) la formazione di uno strato composito (con funzioni drenanti per le acque superficiali)
C) una geostuoia (antierosiva e vegetale) con funzioni paesistiche per la realizzazione del quale e' prevista la posa di tout-venant da scavo dello spessore minimo di 20 cm sottoposto ad uno strato di terra vegetale o equivalente addittivata di prodotti fertilizzanti e inseminata per favorire, da subito, almeno l'inerbimento.
D) Le funzioni della vegetazione sono quelle di proteggere il terreno dai fenomeni erosivi indotti dagli agenti atmosferici, di minimizzare le infiltrazioni esaltando l'evapotraspirazione, di accrescere la bellezza dei siti realizzando ecosistemi autosufficienti e di limitata manutenzione.
E) La cotica erbosa assolve anche a breve termine l'importante funzione protettiva contro l'erosione. Le specie piu' usate sono le graminacee e le leguminose: le prime, avendo un apparato radicale fascicolato, favoriscono la formazione della struttura glomerulare del suolo, mentre le seconde sono in genere utilizzate per la loro capacita' di fissare l'azoto atmosferico.
F) Il progetto prevede il rinverdimento dell'area, la mitigazione dell'impatto sul paesaggio mediante una fascia di verde perimetrale e la realizzazione di un tessuto verde di collegamento con i paesaggi circostanti.
G) Non si ritiene necessario uno specifico monitoraggio
H) Realizzazione di gabbionate a protezione dell'argine di valle e del fronte di scavo di monte;
I) realizzazione di un sistema di captazione del biogas prodotto, intercettato e raccolto in 12 pozzi, aventi un raggio di influenza di circa 30 m. I pozzi vengono realizzati successivamente ai lavori di abbancamento dei rifiuti mediante trivellazioni a partire dalle superfici definitive, quindi si provvede alla posa in opera delle sonde di estrazione e del loro collegamento alla stazione di misura e regolazione I pozzi sono eseguiti mediante trivellazioni a rotazione del diametro di 600 mm, con profondita' variabile ma tale da attraversare almeno i tre quarti dello spessore del rifiuto abbancato.
L) la bruciatura del biogas consente di abbattere quasi completamente la dispersione di gas nell'atmosfera.

Ciminna (PA) - 2004
CHIESA SAN GIOVANNI BATTISTA / RICOSTRUZIONE DELLA CUPOLA
Committente: Impresa Giovanni Maggio
Consulente strutturale: Ing. Accursio Pippo Oliveri
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Si tratta di una cupola caratterizzata da un sistema costruttivo del tipo a muratura portante. Le murature perimetrali sono gli elementi portanti su di esse grava il tamburo di base del cupolino da ricostruire. Il sistema costruttivo impiegato per il cupolino distrutto dal fulmine (i materiali residui sono stati conservati) doveva essere costituito da una cupola poligonale a padiglione composta su base ottogonale con apparecchiatura muratura, in pietrame caotico o in mattoni in foglio e malta, rivestita da elementi in ceramica maiolicata "scarpette".

L'intervento, secondo le indicazioni della committenza, prevede la ricostruzione del cupolino conservando le dimensioni originali, utilizzando:
- Una centinatura composta da cordolatura con profilati in acciaio a T a spigoli tondi 80x80x9 zincati a caldo e tavolato in abete s=2,5 cm;
- Un graticcio tipo Stauss costituito da un reticolo di filo di acciaio ricotto, protetto da ossido carbonioso a maglia quadrata di lato cm.2 rivestito in elementi di terracotta cruciformi poliedrici di s=1 cm che costituisce la base per l'eventuale mano di intonaco di finitura qualora si volesse procedere alla rimozione della centinatura in legno;
- Una cappa con malta premiscelata a base di pozzolana e fibre in polivinil-alcool (del tipo Rurewall PVA TX), tixotropica, con basso contenuto di sali idrosolubili, priva di bleeding e di segregazione, a ritiro compensato, eseguita a cazzuola o a spruzzo per uno spessore di 30 mm con strato di impermeabilizzazione;
- Elementi in ceramica maiolicata e malta di allettamento (classe M2) a base di cemento, calce idraulica e sabbia per uno spessore di circa 16 cm.

Per la ricostruzione del cupolino, al fine di valutarne lo stato tensionale e deformativo sotto le azioni di norma, è stato predisposto un modello strutturale agli elementi finiti costituito da elementi tipo guscio ed elementi asta in grado di rappresentare rispettivamente la nuova apparecchiatura muraria e gli irrigidimenti in profili di acciaio.

Piazza Carmine, Sciacca - 1999
INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO STRUTTURALE DI UN EDIFICIO CONDOMINIALE
Committente: Condominio Piazza Carmine
Progettista: Ing. Accursio Pippo Oliveri
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Gli interventi previsti nel progetto sono configurabili tra quelli previsti dal punto C.9 e seguenti del D.M. 16/01/1996 recante "Norme Tecniche per le Costruzioni in zona sismica",quali interventi di miglioramento sismico. Il consolidamento ha riguardato l'ala sud-est dell'edificio, maggiormente interessata da fenomeni di dissesto. In particolare gli interventi hanno riguardato:
1. Realizzazione di travi pastoia in c.a. (30 x 50cm) di collegamento tra i plinti esistenti;
2. Realizzazione di micropali nelle parti di fondazione dove risulatavano più rilevanti gli effetti dei cedimenti. I micopali, tipo Tubfix, permettono di approfondire le strutture fondali dell'edificio.
3. Creazione di pareti irrigidenti in c.a fondate su micropali, a livello del piano seminterrato, realizzate nell'angolo sud-est dell'edificio;
4. Realizzazione di un reticolo spaziale di micropali per la stabilizzazione del pendio. 5. Applicazione di lamine di fibra al carbonio per aumentare la duttilità di alcuni nodi trave-pilastro, per cerchiare alcuni pilastri e per rendere totalmente solidali alla struttura esistente le pareti irrigidenti in c.a.
6. Sostituzione di un campo di solaio al piano terra con una piastra nervata in c.a.;
7. Sconnessione, laddove era possibile, della struttura in elevazione dalla cinta delle mura storiche;

C.da Ferraro / Sciacca (AG) - 2001
INTERVENTO DI EDILIZIA CONVENZIONATA PER LA COSTRUZIONE
DI N° 63 ALLOGGI ALL'INTERNO DEL P.E.E.P.
Committente: Fratelli Carlino s.n.c
Progettista: Ing. Accursio Pippo Oliveri
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Si tratta del progetto per la realizzazione di un complesso residenziale costituito da n.3 edifici strutturalmente separati da giunto tecnico che presentano però unitarietà architettonica e funzionale.

Verranno realizzate n.8 elevazioni fuori terra ed un piano interrato da adibire a magazzini o autorimessa. Il piano terra è destinato ad ospitare magazzini e/o attività commerciali ad esclusione di un locale, di circa mq.297, che verrà ceduto al Comune per usi pubblici. Gli ingressi ai tré edifici del complesso sono distinti e ricavati a piano terra attraverso un porticato. Mentre l'accesso al piano interrato avviene mediante apposite rampe ubicate alle estremità del comparto edilizio n.2 del P.E.E.P.

C.da Bordea / Sciacca (AG) - 1994
REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO OLEARIO
Committente: "BONO VINCENZO" di Michele Bono e F.lli S.a.s.
Progettista e DL: Ing. Accursio Pippo Oliveri
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Il fabbricato realizzato con struttura intelaiata in c.a., si sviluppa su un 'unica elevazione, per una superficie coperta di circa 2670 mq, l'interpiano risulta metri 7,50.
Lo stabilimento comprende, essenzialmente, due zone: la prima destinata alla linea di imbottigliamento vetro, confezionamento e stoccaggio del prodotto finito; la seconda ospita la linea di confezionamento delle lattine, filtraggio e travaso dell'olio.
Le due zone risultano collegate da un area filtro dove sono state localizzate le cisterne in acciaio INOX destinate allo stoccaggio del prodotto primario.
Il corpo uffici si sviluppa su due elevazioni ed è ubicato in aderenza con lo stabilimento. Al piano terra sono previsti: l'ufficio contabilità magazzino, collegato direttamente con la zona produttiva, gli spogliatoi e i servizi igenici per il personale.
Il primo piano è sede degli uffici aministrativi, di un laboratorio chimico per analisi e lo studio della produzione.
I tre corpi che compongono lo stabilimento, identificati con le lettere A, B e C hanno dimensioni in pianta rispettivamente 30,00x36,00, 22,30x29,00 e 29,50x29,00 metri, per una altezza fuori terra di circa 8,00 metri. Il corpo uffici, identificato con la lettara D ha dimensioni in pianta pari a 14,40x14,40 metri ed è composto da due elevazioni, per una altezza fuori terra di circa 6,50 metri.
La struttura di copertura dei corpi A, B e C è realizzata mediante un sistema di solai del tipo CELERSAPAL monotrave, costituiti da travetti precompressi prefabbricati di dimensione 30x15 cm ed elementi in laterizio per un'altezza complessiva di 56 cm.

C.da Fiori-Mandrazzi / Menfi (AG) - 2001
PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN OLEIFICIO
Committente: Botta Antonino
Progettista e DL: Ing. Accursio Pippo Oliveri
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L'intervento consiste nella realizzazione di un opificio per la fabbricazione di Olio di Olivo Grezzo (COD. ISTAT 14.41.1), con annesi uffici e servizi, adottando un sistema di prefabbricazione per le strutture in elevazione, costituito da : pilastri a sezione quadra di dim. 60x60 cm in c.a.v., le travi portanti la copertura, in c. a.p. con sezione ad "H" di altezza pari 90 cm.
La copertura è realizzata adottando un sistema di tegoli in c.a.p. con sezione a V intervallati di cupolini in c.a.v., con profilo costante, larghi 250 cm ed alti 75 cm di lunghezza 16,82 ml, posti ad un interasse medio di 5,00 ml.
Il tamponamento è costituito da pannelli in c.a.v. di spessore pari 16 cm., posti con giunti verticali di larghezza massima 2,50 ml e di lunghezza variabile 780/870. I vari elementi strutturali sono assemblati a secco.
Le fondazioni sono relizzate in c.a. in opera adottando un sistema di plinti a bicchiere collegati nelle due direzioni da travi.

C.da Ferraro / Sciacca (AG) - 2001
PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN CAPANNONE INDUSTRIALE
DA ADIBIRE ALLA LAVORAZONE E TRASFORMAZIONE DI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI
Committente: "Campo D'Oro" di Licata Paolo & C. s.a.s.
Progettista e DL: Ing. Accursio Pippo Oliveri
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L'intervento consiste nella realizzazione di un nuovo opificio per la lavorazione e la trasformazione prodotti ortofrutticoli, con annessi uffici e servizi. L'opificio in progetto comprende due corpi strutturalmente separati da giunto tecnico:
A) Corpo A- Zona di Lavorazione;
B) Corpo B- Zona Uffici e servizi su due livelli;

il primo destinato alla sola attività lavorativa ad una elevazione, mentre nel secondo corpo che si sviluppa su due livelli, al piano terra sono stati ubicati i locali destinati, alle funzioni operative ed espositive dei prodotti aziendali ed ai servizi collegati all'attività lavorativa, il primo piano è stato destinato alle funzioni amministrative connesse alla specifica attività.
I due corpi saranno differenziati anche per tipologia strutturale: l'opificio verrà realizzato con struttura prefabbricata in C.AP./ CA.V su fondazioni in c.a. in opera, mentre l'edificio servizi avrà struttura interamente intelaiata in c.a. in opera.

Burgio (Agrigento) - 2000
RECUPERO DEL CONVENTO DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE
A CENTRO DI SERVIZI DELLA CITTA' E DEL TERRITORIO
Committente: Comune di Burgio
Progettisti: Ing. Accursio Pippo Oliveri, Arch. Teresa Giaccone
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L'intervento di restauro del Convento di S.Maria ha consentito la ricostruzione della copertura e il consolidamento statico del manufatto che ha bloccato il processo di degrado fisico.
Il restauro architettonico dei singoli elementi del monumento, con particolare riguardo al colonnato e alle volte del chiostro, alle cornici delle aperture, al cornicione in pietra, alla ricostruzione del mancante cornicione in rame, alla ricostruzione del campanile in rame su struttura in ferro, ha restituito al complesso monumentale la dignità storica che gli compete.
Inoltre si è avuta particolare cura nella scelta del pavimento in cotto, realizzato a mano e della colorazione idonea. Si è avuta cura anche nelle altre scelte che riguardavano gli infissi, realizzati in legno e gli elementi in ferro, grate e ringhiere.
Particolare attenzione si è posta nella sistemazione del cortile interno, con il restauro dei vialetti, la pulizia del pozzo in pietra e la messa a dimora di piante nelle aiuole.
La realizzazione degli impianti di climatizzazione, idrici, sanitari,antincendio, antintrusione, e in particolare di illuminazione interna e esterna hanno reso il monumento completo e funzionante.
Infine si è riqualificato tutto lo spazio esterno adiacente al prospetto sud-est (Vedi allegato n° 14).
Il degrado del Convento aveva segnato la decadenza del sito urbano che da sempre ha rappresentato per la comunità burgitana un luogo emblematico. Per lungo tempo il dialogo del monumento con la sua città è rimasto interrotto, spezzato.
Ora la cittadinanza può riappropriarsi del bene e del suo spazio circostante, perché anche l'ampio terrazzo attiguo può essere utilizzato da supporto alle attività previste all'interno del Convento.

Sciacca (Agrigento) - 1999
PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE E RISANAMENTO CONSERVATIVO DELLE PARTI STRUTTURALI E DELLE FACCIATE DEL PALAZZO "BERTOLINO-VALENTINO"
Committente: Bentivegna Salvatore
Progettista: Arch. Salvatore Porretta
Progettista strutturale: Ing. Accursio Pippo Oliveri, Ing. Giuseppe Valerio Oliveri
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L'intervento progettuale ha l'obiettivo principale di rendere riutilizzabile un'opera che porta i segni del tempo manifestati nella presenza di dissesti statici su gran parte della struttura.
Il piano terra è caratterizzato, come accennato, nella relazione sulle indagini principalmente da muratura in pietrame misto a sacco con spessore murari che variano da 50 a 90 cm circa.
La corte interna, da un punto di vista strutturale fa da anello all'intero involucro. Salendo di livello, dopo il piano ammezzato si accede al piano nobile (piano primo). La maggior parte degli orizzontamenti del piano nobile è costituita da sistemi voltati in muratura; per il resto, prevalentemente, la struttura è composta da solai in legno massiccio con tavolato, massetto e pavimentazione di spessore superiore a 30mm.

C.da Ferraro / Sciacca (AG) - 2001
PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO IN LOCALITA' CONTRADA FERRARO
Committente: A.T.I. Capogruppo F.lli Carlino di Carlino & C. S.n.c. e Adamo Marco Giovanni
Progettisti: Ing. Cosimo Bilello, Ing. Angelo Michele Catanzaro, Ing. Alfonso Ciaccio, Ing. Accursio Pippo Oliveri, Arch. Melchiorre Leggio
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L'intervento prevede la riqualificazione urbanistica ed ambientale degli insediamenti di edilizia residenziale pubblica e delle relative infrastrutture ricadenti nel P.d.Z. contrada Ferraro promuovendo un insieme coordinato e sistematico di interventi, organizzato sulla base di una proposta unitaria all'interno del perimetro del Piano Particolareggiato in località Ferraro.
Il progetto, nel rispetto degli obiettivi fissati, contiene una proposta unitaria tesa a reintegrare organicamente l'insediamento residenziale pubblico già costituito attraverso la creazione di un centro organico ricco di spazi e servizi collettivi a servizio dell'intero piano.